La storia del bucato

Oggi le lavatrici fanno tutto da sole, puoi programmarne l’accensione e lo spegnimento e hanno reso l’atto di fare il bucato un gioco da ragazzi.

Inutile dire che non è sempre stato così!

UN BUCATO FATTO… CON I PIEDI!

Una tecnica diffusa fino al secolo scorso in Europa, citata addirittura nell’Odissea, prevedeva di pressare i panni con i piedi per poi risciacquarli. Non erano utilizzati agenti chimici perché lo sporco veniva via solo grazie all’abbondante acqua e all’energico calpestio.

Testimonianze di questa pratica per fare il bucato si ritrovano anche nei geroglifici egizi che rappresentavano l’atto del lavare con due piedi immersi in una vasca d’acqua.

I FULLONES ROMANI

Nell’antica Roma c’era la figura del fullones, ossia colui che lavava i tessuti, un'attività commerciale molto redditizia. 

Il procedimento di follatura consisteva in tre fasi: 

INSAPONATURA

I tessuti venivano messi in piccole tinozze piene d’acqua, di erba saponaria e di alcune sostanze chimiche alcaline, tra cui spesso l'urina, che eliminavano l’unto e il grasso. I panni venivano poi pestati, sfregati e strizzati

RISCIACQUATURA

Questa pratica avveniva usando acqua fresca in un complesso di grandi vasche spesso erano collegate con le forniture idriche urbane.

RIFINITURA

I trattamenti messi in atto in questa fase erano molto diversi, a volte i tessuti venivano solo spazzolati, altre volte trattati con lo zolfo e così via. 

La complessità dell’operazione e la scarsa disponibilità di acqua, non permetteva di ripetere i lavaggi in modo frequente. L’intera procedura poteva durare in effetti da 3 giorni a una settimana!

Solo nel Medioevo cominciò a diffondersi il mercato del sapone, che prevedeva il trattamento dei grassi vegetali e animali con cenere di piante e aggiunta di profumi.

Per approfondire la storia del sapone e della sua evoluzione fino ai giorni nostri, vi consigliamo un nostro interessante articolo sull’argomento SAPONE: UNA STORIA DI OLTRE 4000 ANNI

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